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I colori nelle interfacce web |
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Nella realizzazione di un sito, il web designer dovrebbe tenere in considerazione le emozioni che si percepiscono utilizzando determinati colori. Queste emozioni possono variare da persona a persona, tutto dipende dalla esperienze di vita di ognuno.In linea di massima comunque, di seguito sono presenti alcuni significati dei colori più comuni e utilizzati maggiormente: Il blu: è uno dei colori più utilizzati nel web, le emozioni che suscita sono positive. Il blu rappresenta pace, tranquillità, affidabilità, fiducia, onestà, pulizia e chiarezza. Ad esempio nella realizzazione di un progetto web legato ad assicurazioni, case farmaceutiche, banche e simili, in tali casi questo particolare colore potrebbe aiutare l’utente a fidarsi maggiormente dell’azienda in questione. Il Verde: è da sempre associato alla natura, può anche rappresentare l’ambiente, la salute (per questo già utilizzato dagli studi dentistici o medici) e la fortuna. L’Arancione: colore forte che suscita energia e vitalità. Il Rosso: come nella segnaletica stradale, il rosso corrisponde a pericolo, ad un avvertimento o anche al sangue. Le emozioni positive legate al rosso includono l’amore, il calore e l’affetto. Il Rosa: è un colore molto legato alla femminilità (quindi idoneo per esempio ad un portale sulla moda o sul mondo femminile in genere), associato anche ai bambini ed all’infanzia. Il Nero: è un colore importante, legato al potere e all’oscurità, ma è anche un colore molto elegante. Ultimamente si sta osservando un aumento sensibile di siti web o blog realizzati con sfondi molto scuri o neri. Il Bianco: rappresenta la purezza e la bontà, oltre che l’inverno (quindi adatto a portali o siti dedicati agli sport invernali) ed il freddo (per aziende che producono frigoriferi, gelati o simili). Da qualche tempo in rete si è osservato un crescente numero di portali e motori di ricerca che utilizzano il nero per lo sfondo e colori scuri predominanti nel resto del sito, esaltando questa scelta cromatica come una responsabilità ecologica da parte degli sviluppatori delle interfacce web, per ridurre i consumi. L’idea che sta alla base di questa teoria, è il fatto che i monitor consumino meno energia per raffigurare le immagini tendenzialmente scure. Così il sito web Neroogle, leader di questa teoria, presenta i risultati delle proprie valutazioni: "Perché il colore nero ? E stato dimostrato con diversi studi, che una pagina colore scuro del nostro monitor, consuma all' in circa 25% in meno di una pagina bianca. Questo perché i pixels neri risultano quasi spenti, e quindi il monitor consuma meno facendoci risparmiare. Si fanno centinaia di milioni di ricerche ogni giorno. Considerato che una ricerca dura circa 10 secondi, questo vuol dire 550.000 ore di ricerche ogni giorno. 15 watt (secondo gli studi) di risparmio su ogni monitor, si potrebbero risparmiare 3.000.000 KWatt/ora in giro di un anno. Sono veramente tanti... e noi cominciamo a risparmiare i nostri KWatt. Gli attuali monitor consumano 74 watt per la visualizzazione delle pagine con sfondo bianco. Calcolando che occorrono circa 15 watt in meno per gli sfondi neri, nel caso di Google e quindi di milioni di utenti, si risparmierebbero 750 megawattora all’anno che eviterebbe il rilascio in atmosfera di 457.500 Kg di anidride carbonica." [Fonte:www.neroogle.net] La tabella seguente riassume una comparazione tra monitor CRT (tubo catodico) e monitor LCD, nel momento in cui lo sfondo dello schermo è nero o bianco. Leggendo i dati si evince che uno schermo nero fa risparmiare watt su tutti i monitor. ![]() Monitor CRT: risparmio energetico da 9% a 44%, da 10 a 52 watt risparmiati. Monitor LCD: risparmio energetico da 1,5% a 4%, da 1 a 3 watt risparmiati. Da un’analisi dei dati emerge quindi che il risparmio sui monitor CRT è consistente, mentre sugli LCD è molto basso, se non nullo sui 15 pollici. Teniamo presente che, tuttavia, il 74% degli schermi per computer venduti nel mondo sono degli LCD. In questi schermi il consumo non dipende dal colore di quello che viene visualizzato, contrariamente a quello che succede negli schermi di vecchia generazione CRT, nei quali il consumo dipende dai colori visualizzati: con colori chiari si consuma molto di più. Il consiglio di Neroogle è quindi applicabile soltanto a un quarto dei monitor in circolazione, e questo falsa notevolmente la stima del risparmio possibile. Anche supponendo che la stima sia giusta, a quanto ammonterebbe il risparmio rispetto al consumo energetico nazionale? Stando ai dati del GRTN (Gestore dei Servizi Elettrici Italiano), "La richiesta complessiva di energia elettrica nel 2002 ha infatti toccato i 310,7 miliardi di kWh", vale a dire 310.000.000 di MW/h. La proposta di Neroogle (su scala mondiale) farebbe (ipoteticamente) risparmiare 3000 MW/h in un anno, ossia circa un centomillesimo del fabbisogno (italiano), nel migliore dei casi.
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