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L’impatto ambientale delle nuove tecnologie

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L'industria pesante americana, giapponese o europea, le acciaierie cinesi e indiane, i gas di scarico dei jet di linea, il trImpatto ambientale delle nuove tecnologieaffico di auto sempre più potenti ovunque nel mondo non sono più gli unici colpevoli del riscaldamento della temperatura sul nostro pianeta. Attualmente fanno loro compagnia i computer e soprattutto l'uso crescente di internet. Il mondo virtuale, le comunicazioni online, i cellulari, i calcolatori in generale ormai, secondo i ricercatori della Gartner americana, sono responsabili per ben il 2% delle emissioni di CO2 in tutto il mondo, vale a dire la stessa percentuale causata dall'aviazione civile americana.
L'allarme, lanciato dal Prof. Hegering - responsabile del supercomputer del centro di calcolo Leibnitz a Garching (Germania) - spinge a un drastico ripensamento: addio all'illusione che l'universo delle nuove tecnologie prepari un mondo pulito, più ecologico, meno pericoloso per il clima e per l'ambiente. L'unico rimedio è ridurre il numero dei grandi calcolatori, costruirne di sempre più potenti e di nuovo tipo, in modo da fornire al futuro una vita virtuale più ambientalista.
I dati illustrati dal Professor Hegering sono impressionanti. Il nuovo supercalcolatore di Garching, che dovrebbe entrare in servizio tra tre anni, avrà un consumo di energia elettrica pari a quello di un Ice 3, il più moderno treno ad alta velocità tedesco, quando con tutto il suo peso di 400 tonnellate a pieno carico accelera in pochi minuti da zero a 330 all'ora. Il consumo di energia del centro di Garching è salito da 2 a quasi 8 megawat: il bisogno di energia per gli impianti di raffreddamento sale vertiginosamente e i costi delle bollette sono alle stelle.
Le motivazioni che stanno alla base del risparmio energetico e dell’eco-sostenibilità sono da ricercarsi in due filoni precisi: da una parte un elemento ambientalista e dall’altra delle motivazioni economiche. Da una ricerca di Gartner, sempre più data center in futuro avranno difficoltà a ricevere energia poiché la proliferazione comporta un consumo elettrico insostenibile. Inoltre, oltre al problema dell’alimentazione dei computer, c’è quello della necessità del raffreddamento degli stessi per evitare che si danneggino e questo incide ulteriormente sul consumo energetico.
Un’altra indagine, questa volta di IDC (il primo fornitore globale di mercato, servizi di consulenza, eventi e per la tecnologia dell'informazione, le telecomunicazioni, i mercati delle tecnologie e dei consumatori), spiega perfettamente che oggi si spende di più in manutenzione ed energia rispetto all’acquisto dei prodotti. Possiamo quindi aggiungere un ulteriore elemento: un server moderno consuma quattro volte tanto la corrente che richiedeva dieci anni fa. Per fare qualche raffronto, il consumo globale annuale di energia usata per alimentare e raffreddare i computer è raddoppiato dal 2000 al 2005. L’energia, ultimo dato da analizzare, costa sempre di più.


 

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